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   Isole Canarie » Tenerife » Spedizione nella West Coast  
 
Pubblicato Martedì 4 Marzo 2003 da Marcoreport
 
 

Surf da onda
Tenerife è una delle 7 isole delle Canarie, situate a largo delle coste del Marocco. Gli spagnoli si insediarono qui centinaia di anni fa, sfruttando queste terre emerse come scali sicuri per le rotte commerciali (portavano oro dalle Americhe e schiavi dall’Africa).

Come gran parte delle altre isole, Tenerife è ricoperta da un vasto deserto ed è sovrastata da un imponente vulcano, il Teide, visibile dalla costa solo nelle giornate più limpide.

Negli ultimi anni molti inglesi e tedeschi hanno colonizzato le soleggiate spiagge dell’isola, dirottando gran parte dei turisti del nord Europa verso questi posti. Furono costruiti villaggi, hotels e discoteche che trasformarono completamente il paesaggio dell’isola, trasformandola letteralmente in un enorme parco dei divertimenti. Nonostante tutti questi cambiamenti la conformazione delle coste non è mutata, e le mareggiate oceaniche continuano a scontrarsi contro di esse per la gioia del popolo del surf, che rappresenta una buona parte della popolazione di Tenerife.


10 luglio 2002
Ero finalmente libero. Avevo appena finito gli esami di maturità dopo circa un’ora di colloquio. Soddisfatto del buon esito, mi accingevo a varcare il cancello del mio Liceo con un grande sorriso sulla bocca, sapendo che non vi avrei più fatto ritorno. Non feci in tempo ad uscire che sentii il mio cellulare squillare. Guardai il display che si illuminava, era Pox. Pensai subito che volesse avere notizie sull’esito dell’esame ma, con mia grande sorpresa, le sue intenzioni erano ben diverse…

“Pronto Pox, ho finito gli esami, pensa un pò mi hanno chiesto…” E lui: “ si, si, non mi importa. Ho due biglietti per Tenerife e da lì poi andiamo a Capo Verde, si parte dopodomani, mi racconterai tutto sull’aereo!”.

Riattaccai il telefono incredulo, ma sicuro che sarebbe stata una grande estate…

12 luglio 2002
Il volo per Tenerife Sur, con scalo a Madrid, era partito con noi a bordo in prima mattinata. Pox mi illustrò la nostra rotta per l’Oceano Atlantico: Roma-Tenerife-Sal (Capo Verde)-Roma. Le nostre valige erano piene di pasta e sughi, ma trovammo lo stesso un po di posto per 2 costumi,2 magliette, un mutino e un kit di paraffine assortite. Si poteva sentire il forte profumo di cocco e fragola uscire dai nostri bagagli persino a qualche metro di distanza.

I chilometri che ci separavano dalle onde oceaniche sembravano non finire più e non riuscivo ad ingannare il tempo in nessun modo. Solo qualche ora più tardi scoprimmo che il vino spagnolo servito dall’iberia, oltre ad essere molto buono, era anche un potente sonnifero…

Finita la quarta boccetta di rosso abbassai il cappello di paglia sugli occhi, ed entrai in coma fino all’arrivo. Pox seguitò a parlare da solo per tutto il viaggio, in preda a forti allucinazioni.


Aereoporto internazionale Tenerife Sur
Fuori dall’aereo si respirava un aria calda e rilassante, completamente diversa da quella di casa nostra. Per prima cosa ci diressimo subito verso Playa de las Americas, distante 15 minuti dall’aereoporto.

Lì infatti ci aspettava Luc, uno shaper francese e amico di Fabio Giacomini (Pike), che ci avrebbe aiutato nella ricerca degli spots e per la riparazione delle tavole (qualora ce ne fosse stato bisogno).
Arrivati davanti a Natural Surf (quello era il suo negozio) ci presentammo alla nostra futura guida, che ci illustrò subito gli spot migliori.

Felici e tranquillizzati dal sapere indiscusso di Luc, uscimmo dal negozio per fare un check delle onde a Spanish Left, uno spot di livello mondiale situato proprio li davanti. Girato l’angolo ci sorprese un paesaggio visto solo nei vecchi film di surf: le onde erano perfette e la serie toccava quasi i 2 metri, l’acqua trasparente diventava uno specchio di luce rossa con il colore del sole che tramontava.

Il tutto era incorniciato dalle alte palme del lungomare e dalla vista dell’immenso vulcano, che spadroneggiava sullo spot come il monte del Purgatorio di Dante sull’oceano delle anime peccatrici.

Abbagliati da quella vista andammo verso la nostra casa, nel paesino di Los Gigantes (qualche chilometro a nord di Playa).

La mattina dopo però eravamo ancora a Spanish, con le stesse condizioni della sera prima. Inutile dire che fu una grande giornata. Le onde sinistre, già belle da fuori, confermarono la loro fama anche nell’inside. La partenza era leggera, quasi del tutto orizzontale, ma la parete che si formava dopo era perfetta per qualsiasi manovra. La parte finale invece era decisamente frenetica e l’onda aumentava di velocità fino agli scogli a riva. Questa era la parte più entusiasmante, ma anche la più pericolosa. Usciti dall’aqua i nostri piedi, sprovvisti di calzari, potevano essere utilizzati anche come scolapasta…

I giorni passavano e noi, con l’inestimabile aiuto di Luc, provammo molti altri spot: El Conquistador, Punta Alcala, Punta Blanca, e Los Cristianos.

Tutti lavoravano bene anche se, a detta dei locals, luglio e agosto non erano certo i mesi migliori per trovare onde a questa latitudine. Verso la fine della prima settimana decidemmo di provare il Medano, a Sud dell’isola. A differenza degli altri spot notammo che era molto ventoso. Qui infatti il vento incontra perpendicolarmente la costa, e lo spot è riparato solo da un promontorio che si erge dal mare. Le onde però non erano niente male, e dopo 3 ore di buon surf decidemmo di tornare in albergo. L’unico collegamento (non avendo affittato un mezzo) era l’autobus. Il biglietto per salire veniva pagato direttamente al conducente, e il costo variava a seconda della lunghezza della tratta. Ma saliti sul mezzo ci rendemmo conto che le nostre liquidità non bastavano per arrivare fino a Los Gigantes: l’unico sistema fu di quello di scegliere una tappa intermedia. Sicuri che il conducente non si sarebbe accorto dell’inganno ed esausti dalla surfata, schiacciammo un pisolino.

Nel sonno però udii un uomo gridarein spagnolo. Capii subito che qualcosa non andava, e aprii leggermente un occhio, fingendo ancora di dormire. Purtroppo per noi l’ autista, accortosi dell’inganno, aveva abbandonato il suo posto di guida, e girava per l’autobus in cerca dei due tragressori. Io continuai a fingere il sonno e, dopo qualche secondo, il conducente si arrese. Tirai un sospiro di sollievo, ma i guai non erano finiti. Mentre l’uomo si accingeva a sedersi al posto di guida, Pox urlò, convinto che eravamo arrivati. Il suo inconfondibile accento romano arrivò, nostro malgrado, alle orecchie del conducente, che cominciò a scaricare le tavole e a gesticolare, invitandoci a scendere. La cosa più brutta però, una volta scesi dall’autobus, fu il paesaggio che si materializzava davanti ai nostri occhi: buio pesto, il nulla. La tappa intermedia che avevamo scelto si trovava proprio in mezzo al deserto, distante chilometri dal più vicino centro abitato. Non sapevamo dove andare, e attendemmo la corsa successiva per più di un’ora. Per nostra fortuna il conducente del bus seguente ebbe pietà e, capita la situazione, ci fece salire “for free” fino a destinazione.

Ben presto scoprimmo anche che la vita notturna dell’isola non era da sottovalutare. Nella via di fronte a Spanish Left (las Veronicas) si dislocavano innumerevoli discoteche e Pub, tutti in stile inglese. Qui infatti convergevano migliaia di ragazzi e ragazze del nord Europa per trascorrere le vacanze estive, trasgredendo tutte le dure regole che gli stati nordici (Germania e Inghilterra) impongono sul loro territorio: la notte non era difficile trovare coppie che “consumavano il loro amore” per strada o gente che vomitava da tutte le parti (persino nei taxi).

Ma dopotutto non ci davano nessun fastidio. I problemi vennero quando una coppia di trans prima, e 4 ragazze imbottite di LSD dopo, cercarono di rimorchiarci (naturalmente contro il nostro volere)…

Una notte, dopo il sesto cocktail in un pub di Las Veronicas, persi di vista il mio compagno di viaggio. Pensai subito al peggio, ma dopo 2 ore di ricerche tra i pub e le discoteche lo trovai in spiaggia circondato da una trentina di inglesi, che lo incitavano con cori stile hooligans a “rigettare”.

Tenerife in effetti è uno di quei posti dove puoi unire al surf anche una discreta vita sociale.

Il nostro scopo principale però rimaneva il mare: ogni giorno cambiavamo spot a seconda delle onde. I migliori in assoluto furono Spanish Left e El Conquistador, ma anche Punta Alcala non era da meno. Infatti quest’ultimo spot, oltre ad offrire potenti e lunghe sinistre, era caratterizzato da un paesaggio non poco suggestivo. Era immerso tra un deserto infinito e le piantagioni di banani.

Ma i giorni passavano e la partenza si avvicinava. Era tempo ormai di lasciare Tenerife per raggiungere i nostri amici a Sal, un’isola dell’arcipelago del Capo Verde. Saliti sull’aereo con grande rammarico, ci augurammo di tornare in quest’isola fantastica, per surfare di nuovo le grandi onde che ci ha regalato in quei 15 giorni. La cosa più triste dei viaggi è il ritorno, anche se questo è proprio il momento per riassemblare nella mente tutte le belle cose fatte, e tenersele per sempre nella memoria.

Un noto filosofo tedesco, Schopeneuer, scrisse che le proprie emozioni non possono essere trasmesse o capite solo con un semplice racconto, ed io infatti non cerco di farlo. Tutto ciò che ho vissuto lo ripropongo a voi per darvi utili informazioni per i vostri viaggi, augurandovi di trovare belle onde e tanti amici per surfarle. Buoni viaggi. Marco

Gli Spots

Punta Alcala e Punta Blanca
Questi 2 spots si trovano nella west coast di Tenerife, lungo la stradale che congiunge Playa de las Americas con Los Gigantes e Puerto Santiago. Il primo, punta Alcala, si può scorgere lungo la strada ed è facile da individuare. La sua spiaggia è un vero accampamento dove molti surfisti decidono di piantare le loro tende. Punta Blanca si trova invece a qualche chilometro di distanza. Chiedere informazioni a Punta Alcala. Entrambi gli spots offrono belle e potenti sinistre che rompono su roccia lavica. Sono consigliati i calzari. Sulla line up si trovano di solito surfisti viaggiatori, essendo entrambi gli spots lontani dai centri abitati.

Il Medano
Questo spot è semplicissimo da trovare ed è il primo che si vede. Infatti già gardando dal finestrino dell’aereo lo si può localizzare. E’proprio ai piedi di un grande promontorio circondato dal mare. Destre e sinistre molto divertenti rompono su sabbia e roccia. Si trova a 3-4 km dall’aereoporto Tenerife Sur nel sud dell’isola.

Los Cristianos
Los Cristianos è la cittadina ricca dell’isola, con grandi alberghi tutti di lusso. Si trova attaccata a Playa de las Americas ed offre un unico ma fantastico spot. Qui rompe una ripida e corta destra che finisce sulla scogliera. La sinistra è invece molto più soft e lunga ed entra fino nella baia dello spot. Nei giorni migliori può diventare davvero molto lunga. E’ l’unico spot che lavora sempre, anche quando gli altri sono piatti. Il fondale è di roccia a lastre levigate, e per raggiungere la line up si può anche camminare.

El Conquistador
A qualche centinaia di metri, lungo la passeggiata che costeggia il mare, da Los Cristianos si arriva a Playa de las Americas. Il primo spot che si trova è El Conquistador, situato sotto l’hotel che ha lo stesso nome. Facile da trovare. Qui si srotola una lunga sinistra e una discreta destra non troppo ripide ma molto divertenti. Rompe su roccia lavica. Per uscire o entrare seguire il canale a destra della baia. Da guardare se Spanish è piatto.

Spanish Left
Questo spot è di livello mondiale. Si trova a qualche metro da El Conquistador, davanti alla grande discoteca Nooctua. Offre una lunghissima sinistra che entra fino nella baia di Las Veronicas. Può essere affolato da locals nei giorni migliori, e per non provocare la loro ira basta mettersi decentrati e rispettare le precedenze: qui le onde ci sono per tutti. L’onda rompe su roccia lavica e bisogna stare attenti ad uscire. Per entrare si utilizza la baia interna, con mare calmo.



Informazioni utili
Per l’affitto di un’auto bisogna avere 3 anni di patente (i prezzi di affitto sono molto contenuti). In caso contrario si possono prendere motorini. Anche i collegamenti con gli autobus sono molto efficienti e convenienti.

Il trasporto delle tavole sull’Iberia è molto costoso e, se non si riesce a viaggiare con un charter, bisogna acquistare le tavole sul posto. Per questo ci sono molti surf shop, anche se il migliore rimane Natural Surf di fronte a Spanish Left. Qui si possono trovare ottime tavole (pukas, all merrick…)a basso costo. In partenza si possono anche rivendere al negoziante.

Per il soggiorno l’isola offre Hotels di lusso e Residences, ma per chi vuole spendere poco è consigliato il campeggio. Si possono piantare tende davanti al Medano e a Punta Alcala.

Inoltre il costo della vita è molto basso, essendo Tenerife un porto franco (esente quindi da tasse).

Per mangiare si può scegliere tra Steak House all’inglese, Mc Donald’s, pizzerie italiane e ristoranti indiani, tutti a basso costo. Lungo le autostrade si possono trovare anche grandi centri commerciale come l’Hyper Dino. Qui è possibile fare spese per cucinare a casa.

Collegamenti aerei

Segue una lista di link a siti internet che vendono online biglietti aerei per le canarie.

  • Alitalia La nostra compagnia di bandiera
  • Todomondo Voli charter
  • Sito di eDreams agenzia di viaggio on-line che offre voli a prezzi incredibili.
  • Evolution Travel offre soggiorni tutto compreso.
  • VolaGratis motore di ricerca per voli low-cost.
  • CTS Centro Turistico Studentesco


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    Re: Tenerife - Spedizione nella West Coast (Voto: 0)
    da tama il 18/03/2003
    (Info Utente | Invia un Messaggio)
    che palle..mi sono addormentato leggendo questo racconto

    Re: Tenerife - Spedizione nella West Coast (Voto: 0)
    da nicdp il 02/05/2003
    (Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.surforum.net
    Spero di andarci quest'estate... sto cercando di organizzare: unico problema il budget limitato... vedremo di risolvere...

    Re: Tenerife - Spedizione nella West Coast (Voto: 0)
    da cloclo il 11/07/2003
    (Info Utente | Invia un Messaggio)
    A Punta Blanca non ci surfi nemmeno se sei il figlio del Papa...al Medio o allo Chalet forse...ma sulla punta non ti fanno nemmeno entrare in acqua!

     
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