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   Una spedizione nello Yemen » Surfing Socotra  
 
Pubblicato Venerdì 24 Marzo 2006 da bellsgirl78
 
 

Surf da onda
Qualche anno fa, lo Yemen ha permesso che si facesse una spedizione esplorativa il cui scopo fosse quello di fare surf e documentare il tipo di onde di quella parte di Oceano Indiano. Fu una delle più grosse pubblicazioni sul Surf; a rappresentare la spedizione c’erano tre famosi scrittori e surfisti, Charlie Smith, Jay Quick e Nate Train, assieme al fotografo Cole Estrada. Sulla costa yemenita si trovano e si possono surfare bellissime onde, basta cercarle. Il viaggio è durato due mesi; la spedizione fu la prima ed unica nel suo genere, sia per il senso d’avventura, sia perché lo Yemen era ancora sconosciuto come destinazione surfistica. Da allora, grazie all’appoggio di due giornali di Surf, lo Yemen si propone come una destinazione surfistica valida per tutti gli amanti del Surf che sono disposti a viaggiare alla ricerca di belle onde e di emozioni sconosciute.

Le origini del Surf risalgono a centinaia di anni fa, quando gli abitanti delle isole Hawaii, scoprirono come era divertente cavalcare l’oceano con una tavola. Essi prendevano le onde, alzandosi su una tavola e “cavalcando” l’onda verso la riva. Oggi l’attrezzatura e lo stile del Surf hanno reso più facile questo sport, ma le meccaniche sono rimaste le stesse. Con il passare degli anni, il Surf si diffuse in altre nazioni con l’esplorazione di numerose coste ed oceani dove ci potessero essere onde da cavalcare, si spera che anche ad articoli come questi, lo Yemen possa divenire una possibile e sicura meta di viaggio.

“La spedizione nello Yemen è iniziata nella città di Aden, da dove quattro statunitensi di L.A. si sono poi spostati verso l’Est del paese in cerca di onde. Aden è sempre stata fin dai tempi antichi punto di partenza per il commercio ed i viaggi verso l’Oceano Indiano. L’ottimismo della spedizione veniva alimentato dall’energia che una città come Aden, che cerca di ricostruire lo splendore antico, sprigiona. Con un fuoristrada, con sopra il tetto, le tavole da Surf, ci siamo fiondati lungo la strada che portava verso l’Oceano, e macinati i chilometri, non appena i nostri occhi scovavano onde per fare surf, ci fermavamo, a volte rimanendo nello stesso spot anche settimane. Fermarsi lungo la costa, spesso significava fare campeggio sulla spiaggia, alzarsi la mattina presto per surfare, riposarsi, surfare di nuovo nel pomeriggio, ed andare a dormire pronti per surfare il giorno dopo; questa è la giornata ideale di ogni surfista che deve seguire un itinerario all’insegna del surf .
La prima parte di viaggio, si concluse a Mukalla, una città portuale, che è stata resa affascinante nei secoli grazie al commercio sull’Oceano. Mukalla mostra anche una facciata moderna dello Yemen, che con la crescita demografica sta progettando nuovi poli urbani ed architettonici. A Mukalla sono molto gradite le novità e dato che ogni cosa che proviene dall’estero sembra avere un certo effetto sulla vita di questa città, è senza dubbio rilevante il fatto che noi siamo stati i primi surfisti ad essere passati per questa città. Dopo Mukalla, la spedizione si è spostata verso Al-Ghayda.
Lungo la strada di Hadhramaut e la costa di Al-Mahra, la topografia della linea costiera cambia, ed i villaggi lungo la strada principale diventano sempre più frequenti.
Lasciandosi alle spalle la città di Sayhut, l’autostrada si dirama fra le montagne ventilate, dune di sabbia, scogliere a picco sul mare, fino ad adagiarsi lungo spiagge bianche a pelo dell’acqua; un su e giù continuo per migliaia di chilometri. Cosi come varia il territorio, variano anche i tipi di onda. Alcune onde si rompono su sabbia, altre sui reef sottomarini, ed alcune si rompono proprio dove il reef e le scogliere emergono dall’oceano. Le misure delle onde dipendono da queste varianti e dalle maree; ci possono essere onde alte due metri cosi come onde alte 4 metri nella stessa area.
Un giorno, in una delle tante città lungo la costa c’era un gruppo di ragazzini che faceva surf su pezzi di legno e di plastica, gli stessi materiali di cui le stesse tavole da surf sono fatte. Quando li abbiamo raggiunti con le nostre tavole, ci hanno osservato attentamente e divertiti, in fin dei conti non era molto diverso da quello che facevano loro. Ma è stato subito chiaro che questi ragazzini avevano capito le dinamiche del surf e quando uno di loro ha preso in prestito una delle nostre tavole, gli è stato facilissimo prendere un’onda ed alzarsi in piedi.
La nostra spedizione ha poi percorso 250 chilometri di autostrada fra Sayhut e Al-Ghayda, un’autostrada ancora in costruzione, che una volta completata, permetterà di muoversi lungo la costa da nord a sud. Questa strada ha permesso alla nostra esplorazione surfistica di muoversi velocemente senza mai perdere di vista la spiaggia e l’oceano. Dopo qualche tappa nella città di Qishn e Nashtun, siamo giunti a Al-Ghayda, ultimo avamposto per le attività commerciali della costa orientale dello Yemen, cioè la regione di Mahri, di incomparabile bellezza.
Un’emozione unica quella di fare surf fra onde blu cobalto in una cornice meravigliosa come solo la costa dello Yemen e le sue città possono essere. Lo splendore della natura dello Yemen è impressionante, sia per l’architettura delle sue città, sia per le grotte disseminate e nascoste fra le scogliere e sia per le rigogliose foreste che si estendono fino all’Oman.
Sperando di poter vedere al nostro ritorno, il cambiamento stagionale delle onde cambiano, siamo partiti per l’ultima tappa della nostra spedizione: l’isola di Socotra.
L’isola di Socotra è un incanto, conosciuta sia per essere stata porto di pirati, secoli fa, e sia come fonte di piante medicinali di cui usufruiva Alessandro il Grande.
L’isola di Socotra è battuta da venti stagionali, ed è meta per velisti e kite-surfers di tutto il mondo.
Sicuramente noi, siamo stati i primi a fare surf sull’isola. La semplicità del luogo si adatta perfettamente alla semplicità di uno sport come il surf in cui basta avere solo una tavola per divertirsi.
Sicuramente quello che ci ha meravigliati è stato osservare, che al di la del posto in cui ci trovassimo, che fosse un villaggio di pescatori o una città industriale, che fosse nell’entroterra o sulla costa, il surf come sport è stato accolto sempre con calore ed interesse.
Si leggeva negli occhi delle persone che ci osservavano, il fascino che suscitava l’alzarsi in piedi sulla tavola e muoversi lungo il moto di un’onda. Ancora una volta, a noi, invece, è stato dimostrato che gran parte del successo di un surfista deriva dalla sua conoscenza e dal rispetto per l’Oceano, visto che anche dei pescatori che non avevano mai usato una tavola da surf come la nostra, sono stati capaci di prendere onde. Una volta, mentre parlavamo con uno di questi pescatori, e gli spiegavamo come le onde rompono e creano tubi attorno al surfista, lui esclamo: “ Ah! Come una stanza blu!”; abbiamo sempre instaurato rapporti di amicizia con i locali, proprio per l’amore per l’oceano che ci accomuna.
Dopo due lunghi mesi, la nostra esplorazione stava per terminare, e una volta ritornati a Sana’a, decidemmo di ispezionare una piccola parte del Mar Rosso; purtroppo non riuscimmo a trovare onde, ma grazie alla guida del capitano Maurizio Pazzelli, scoprimmo le meraviglie sottomarine. Abbiamo fatto sub, scoprendo pesci bellissimi, coralli e vita marina, che hanno completato perfettamente la nostra ricerca di onde sull’Oceano Indiano.
Alla fine, siamo stati più che gratificati dall’esito della spedizione; abbiamo scoperto, fatto surf, e fotografato onde bellissime. Abbiamo attraversato la bellissima costa dello Yemen lungo il Mar Rosso e il mare Arabo, da Aden fino al confine con l’Oman, senza problemi e lasciandoci dietro sempre tanti nuovi amici.

La spedizione è stata resa possibile solo grazie all’aiuto di due sponsor, che hanno risolto tutte le questioni burocratiche, come visti e permessi di soggiorno, e trasportato il materiale, vista anche l’asprezza della natura selvaggia dello Yemen.
L’articolo completo e le foto di questa spedizione, è apparso su un numero di Surfer Magazine e di Surfing Life, essendo entrambe riviste con la più alta readership fra i surfisti di tutto il mondo. Grazie a questa spedizione, lo Yemen è stato definito come destinazione surfistica fra le più belle al mondo, non solo per il tipo di onde cosi diverse che vi si possono trovare, ma soprattutto per il calore e l’interesse, con cui la popolazione yemenita ha accolto gli americani e tutti gli stranieri che vogliono fare questo tipo di esperienza.

 
 
 

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