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   Storie » Pecke & Mexico  
 
Pubblicato Mercoledì 7 Giugno 2006 da pecke29
 
 

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Era la prima volta che vedevo i delfini dal vero.

Era la prima volta che vedevo i delfini dal vero, liberi nel loro habitat. Ora erano a soli 20 metri da me ed io correvo su e giù per la spiaggia per vederli e fotografarli. Come un bambino stupito di tutto quello che gli accade attorno. Oggi, ultimo giorno di mare, l’oceano pacifico ci ha regalato questo, qui a Playa Larga, Zihua.
Stasera alle 21 abbiamo il bus per Mexico city, 9 ore per 550 pesos. Stamattina, dopo la solita ottima colazione sul lungomare, combi (per l’aeroporto) e via...la solita lunga camminata, 3 km in mezzo a piantagioni di palme e mango, con le mucche ed i soliti avvoltoi a farti ombra. Per quello i piedi sono neri sopra e blu sotto ( le infradito?). Oggi si respira, c’è un po’ d’aria, ci sono 35 gradi e la pace della natura la senti ovunque, mentre cammini... bellissimo.
Era la prima volta che surfavo con i pellicani che ti si tuffano accanto. Anche questo è Mehico. Bahia Manzanillo, a nord di Zihua, l’abbiamo raggiunta in un’ora a piedi lungo una via sterrata che parte da Troncones.
In mezzo... il nulla. A sinistra c’è l’oceano nascosto da una folta vegetazione e a destra solo la folta vegetazione. In Messico trovi buganvillee ovunque. Lungo il cammino, finalmente incontriamo l’agognato cartello “The Inn at Manzanillo Bay”.
Un sorriso mi si stampa sul viso misto ad una certa curiosità mentre attraverso la “locanda”, peraltro bellissima e in stile locale, alla ricerca della vista del mare. Poi la vedo: Bahia Manzanillo, che posto, non lo trovi sulla Terra. Quattro case fanno da cornice alla baia e l’onda vi si srotola dall’estremità sinistra.
Il bus per La Union , 20 pesos, ci molla sulla statale 200, dove c’è un cartello di legno con scritto “Troncones”, poi un combi ci porta a Playa Troncones, infinita distesa di sabbia deserta e desolata. Oggi le onde non sono un granchè, close-out e disturbate, sarà la stagione poco favorevole.
Decidiamo di proseguire a piedi verso Bahia Manzanillo e lungo il tragitto mi fermo a parlare con un surfista inglese che gestisce un piccolo hotel molto carino; mi conferma che in questo periodo le onde non sono buone.
Ignari della distanza che ci separa della meta proseguiamo sotto il sole cocente. Non passa quasi nessuno, c’è solo il rombo del pacifico e il canto degli uccelli. Era la prima volta che vedevo Acapulco. “Che schifo!”
Questo è quello che ti viene subito in mente se arrivi alla stazione dei bus alle 7 di mattina, dopo 6 ore di viaggio in bus da Mexico city per Quanto Diamante (500 pesos).
Se, dopo 12 ore di volo da Amsterdam, hai atteso 3 ore alla stazione di partenza, lo dirai sicuramente. Prendiamo un taxi, un maggiolone bianco e blu, per arrivare a Piè de la Cuesta , solo 100 pesos. Ma non è ancora finita; dobbiamo trovare una camera in questo paesino con un’unica strada: a destra la Playa e a sinistra la laguna de Coyuca. Il mio pensiero... “dove cavolo siamo finiti?”
Piè de la Cuesta è un villaggio polveroso e silenzioso con una lunga e larga spiaggia piena di enramadas e bungalow sul mare. Inizialmente rimaniamo sconcertati: l’impressione è quella di stare in un posto desolato. Dopo mezza giornata invece ti senti già a casa, adori il paesaggio, il clima, i licuados (fantastici frullati di frutta) e finalmente i primi piatti tipici messicani. Ma soprattutto a farsi notare è il tempo, che qui in Messico trascorre lento, con giornate lunghe e pacifiche.
Ancora non abbiamo goduto dei mirabolanti tramonti di Piè de la Cuesta. Verso le 18:30 la spiaggia, di giorno deserta, si popola improvvisamente e tutti rimangono con lo sguardo fisso nella stessa direzione ad osservare l’incedere lento del sole verso il mare.
Zihua senza americani è fantastica(??????!!!!!!!!grrrrr;))) la eviterei!! ) Le due cene al Coyuca 2000 (piè de la cuesta) sono state le più belle nonchè particolari: immaginatevi stare in spiaggia, davanti all’enramadas, a pochi metri dall’oceano, sotto un cielo stellato esaltato dall’oscurità del luogo.
La seconda sera, addirittura, è mancata la corrente e quelle poche luci sulla spiaggia sono scomparse. Il ristoratore ha acceso un fuoco sulla spiaggia creando un’atmosfera indimenticabile.
Come terza serata in Messico non potevamo chiedere di più! Ricordo la prima serata trascorsa nell’affollatissima stazione dei bus Sur, prima in fila per il biglietto, un’ora, poi in attesa di partire. Tutti i bus erano pieni, sia per Acapulco, sia per Zihua, e persino per Per Lazaro Cardenas. Fino alle 9 del mattino seguente, che attesa interminabile! Il bigliettaio ha tirato fuori dal sombrero un bus per Acapulco, Diamante (super figo), delle 1: 40. 450 pesos a testa invece di 300. Va bene.
Il 20 febbraio non sapevamo ancora quando partire e per dove Il nostro itinerario doveva partire da Zihua, raggiunto via bus da Mexico city. Invece si è snodato da solo come dotato di vita propria.
Il 23 febbraio abbiamo acquistato il biglietto aereo, 620 eurini, molto ben spesi. Partenza il venerdì 17 marzo da Linate.
Minchia non ho il passaporto.
Barra de Nexpa presenta un paesaggio lunare. Cabanas fanno da cornice alla spiaggia a mezzaluna sulla cui punta si creano onde fantastiche.
In realtà si tratta di due ampie baie all’incrocio delle quali si trova lo spot. Città del Messico è meglio di quanto me l’aspettassi. Aspettare sotto il sole in Messico è troppo bello!

 
 
 

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    Re: Pecke & Mexico (Voto: 0)
    da svirgolina il 04/04/2008
    (Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.myspace.com/corocoropollon
    Che voglia di partire han messo le tue parole Peckolooooooooo !!!

    Re: Pecke & Mexico (Voto: 0)
    da Ziv-O il 02/11/2007
    (Info Utente | Invia un Messaggio)
    paura...

     
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